Breve elogio della Coppa Anglo-Italiana (una lettera risentita)

Lo dico subito, questo non è un post accurato, non ho fatto ricerche, non ho guardato su Wikipedia, non mi sono messo ad aspettare minuti 3:24 su YouTube per dire guardate al minuto 3:24, mi sono solo dato 11 minuti e 34 secondi, il tempo del Movement for Piano di Tyshawn Sorey, per scrivere una lettera risentita contro la così chiamata Champions League, il torneo d’èlite che si gioca in Europa, nella vecchia Europa, e che consiste fondamentalmente in una ripetizione eterna e con variazioni minime, neanche alla Goldberg, di giocate in velocità finalizzate da Cristiano Ronaldo, di esultanze risentite (ma verso chi, poi? Verso cosa? Che cazzo vuoi coglione? Non hai anche tu nostalgia di Funchal, della sua luce naturale, della sua vegetazione frondosa, quando ti svegli la mattina nella stanza minimalista, ferro e vetro, del tuo chalet di Puerta de Hierro, e accendi la luce con un battito di mani?) di Cristiano Ronaldo, high-lights di serpentine di Messi tra poveri difensori bulgari con la faccia di chi prende la metro B a Rebibbia e deve scendere a Eur Fermi per andare a prendere la corriera per il litorale, e pensare che c’è anche chi scrive di calcio su Internet e si lamenta che in questa competizione non ci siano solo Grandi Squadre, perchè quello che vogliamo sono solo le Grandi Partite, con i Grandi Giocatori, così che le Grandi Televisioni possano parlare dell’Avvenimento dell’Anno, ogni martedì c’è l’Avvenimento dell’Anno, e poi il mercoledì si ripete, passano due settimane e di nuovo c’è la Partita da Non Perdere, ed ecco il Bayern Monaco che frantuma squadre a cui può rubare il giocatore più forte pagandolo con i soldi che gli sono rimasti nelle tasche del cappotto dalla notte precedente, ed ecco l’Arsenal che c’è sempre anche se non ha mai vinto un cazzo, ed ecco il Paris Saint Germain ed ecco il Borussia Dortmund ed ecco le Squadre Inglesi e soprattutto ecco il grande Classico tra Real Madrid e Barcellona e mi domando che cazzo ci dobbiamo fare ancora con questo Classico di merda, con questa partita che abbiamo visto e rivisto un milione di volte, quante volte ce la riproporranno fino a farci vomitare, fino a farci strozzare con un osso di pollo di Busquets come lo Zio di Brooklyn, quante volte dovremo riascoltare quella musica gregoriana noiosissima, quante volte ancora?

E pensare che in questo periodo dell’anno, sì, proprio in questo periodo, a cavallo tra l’autunno e l’inverno, tra l’umido e il freddo, si giocava il Torneo Anglo-Italiano, poi Coppa Anglo-Italiana, non ricordo chi la vinceva, ricordo a malapena chi la giocava, qualcuno mi aiuti, nei commenti, con i suoi ricordi, perchè io ricordo solo un gol di Montella in rovesciata con la maglia del Genoa, lo vidi alla televisione, ricordo un gol di Bierhoff quando giocava all’Ascoli, giocava all’Ascoli Bierhoff e dopo neanche due anni vinse l’Europeo, ma tutto era iniziato con quel gol che segnò in casa dei Tranmere Rovers, me lo ricordo quel gol, l’Ascoli vinse al Prenton Park e io lo vidi in televisione, era un gol di testa ed esultai con il dito all’insù, come esultava Bierhoff, perchè ero contento quando una squadra italiana di serie B vinceva contro una squadra inglese di serie B, ero un ragazzino ed ero contento, non c’era la televisione satellitare, c’erano quei sette o otto canali e io ero contento, Bierhoff segnava in casa del Tranmere Rovers e mi faceva sentire fiero di essere italiano, oggi invece vedo una partita di Champions League tra una squadra inglese e una italiana e non me ne frega niente di chi vince, anzi spesso spero che la squadra inglese vinca o comunque che quella italiana perda, tanto la partita è solo una lenta attesa verso gli high-lights del gol di Cristiano Ronaldo contro il Bate Borisov, con i difensori del Bate Borisov che neanche facendo una colletta tutti insieme potrebbero pagare la depilazione di Cristiano Ronaldo, neanche quella delle sopracciglia, e però quei soldi qualcuno li deve spendere perchè Cristiano Ronaldo deve segnare tre gol a partita e deve esultare sempre allo stesso modo, risentito, orgoglioso (ma di cosa? Di aver segnato all’Olympiakos? Al Rosenborg? All’Apoel Nicosia?), e mentre la mia testa si riempie delle immagini delle sue esultanze tutte uguali, dei suoi gol tutti uguali, sento che i ricordi della Coppa Anglo-Italiana sfilano via come parastinchi buttati per terra dopo la partita, come calzini gettati nella cesta che il magazziniere laverà con il detersivo del discount, come i capelli di Bierhoff che segnò quella sera contro il Tranmere Rovers con una spizzata rendendo immortale, almeno per me, spero non solo per me, una competizione di cui ho nostalgia perchè era una competizione in cui il Lecco poteva sfidare il Notts County e la Reggiana andava a perdere in casa dell’Ipswich e per tutti i tifosi di quelle squadre, in anni alto medioevali in cui l’Europa era ancora, soltanto, una lettera risentita scritta dal narratore di Frank Krauspenhaar in Le cose come stanno, scritta dallo stesso Franz Krauspenhaar che se non il più grande è tra i più grandi scrittori italiani moderni, perchè è uno scrittore da Coppa Anglo-Italiana e non da Champions League quello scrittore che il pomeriggio esce da solo a piedi e va al Billa a comprarsi una birra che poi si beve tornando verso casa, guardando la gente che torna a casa a Lambrate, a Rozzano, a non lo so neanche io dove, e non sta davanti al computer a retwittarsi i complimenti, e in quell’Europa in cui ancora non esisteva la Champions League c’era la Coppa Anglo-Italiana che era l’unico modo per tanti ragazzi di seguire la propria squadra all’estero, di sognare l’Europa, di illudersi di essere europei, di dare un po’ di glamour a vite del cazzo, a stagioni di merda, a squadre grigie destinate a scomparire per colpa di una fideiussione da cento milioni, era il sogno di andare a Lecce da Leeds e rubarsi le scarpe nei negozi di sport, andare a Birmingham da Ancona e provare il gusto di una curry house, e oggi ce l’hanno tolto questo piacere, questo sogno, questa illusione, l’unica cosa che si può fare a Lecce e a Leeds, a Birmingham e ad Ancona queste sere di autunno-inverno è accendere la televisione e aspettare che il Real Madrid asfalti una squadra di poveri disperati, che Cristiano Ronaldo posi davanti alla telecamera per farci vedere che è un grande (ciao grande), che la lattina di birra comprata al Billa finisca prima che diventi troppo calda.

(Tratto da www.lacrimediborghetti.com)

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Breve elogio della Coppa Anglo-Italiana (una lettera risentita)ultima modifica: 2014-12-04T12:45:03+01:00da loverspalazzolo
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