Nella contea di Kerry, in Irlanda, si potrà guidare dopo aver bevuto

Nella contea di Kerry, in Irlanda, si potrà guidare dopo aver bevuto

Suona strano ma è proprio vero!

A differenza di quanto accade in tutti i paesi europei, che da anni combattono contro i tassi alcolemici dei guidatori, nella contea di Kerry è stata approvata, con 5 sì, 3 no, 7 astensioni e 12 assenti, una mozione regionale che permette ai residenti di alcuni villaggi rurali di guidare in zone isolate nonostante il tasso alcolemico un pò più alto di quello consentito nel resto del paese.

Promotore della norma è il consigliere Danny Healy-Rae,  proprietario, forse non a caso, di un pub a Kilgarvan, secondo cui la nuova normativa potrebbe essere un deterrente per l’insorgere di depressione e suicidi da parte di chi vive in luoghi sperduti dell’Irlanda.

Il promotore
Il consigliere infatti ha dichiarato:”Le persone che vivono in campagna viaggiano su strade che sono senza traffico e spesso sono alla guida di trattori. C’è tanta gente che resta chiusa nella propria isolata dimora di campagna a guardare le quattro mura”. “I cittadini non possono uscire perché dopo aver bevuto una sola pinta non possono guidare. La loro unica valvola di sfogo è comprare una bottiglia di whisky e portarsela a casa. Così cadono in depressione”.

Le critiche
Ovviamente le considerazioni di Healy-Rae hanno sollevato un vespaio di dissensi e di aspre critiche, soprattutto fra coloro che da anni lavorano per garantire la sicurezza nelle strade.

Noel Brett, capo della sicurezza stradale della contea, ha attaccato la mozione affermando che le statistiche dimostrano che gli incidenti e le morti avvengono per lo più su strade rurali: «C’è un evidente legame tra il consumo di alcol e gli incidenti», taglia corto Brett.

Molto critica è anche la consigliera laburista Gillian Wharton-Slattery che rivolgendosi al collega ha affermato: «La depressione causa suicidi. Ed essa si manifesta non perché la gente non può rifugiarsi in un pub. Ci sarebbero altre cose da fare a Kilgarvan invece di andare nel tuo pub».

E voi, cosa ne pensate?

(Tratto da www.irlandando.it)

healyrae.jpgDanny Healy-Rae

Frasi celebri

Col permesso del Prof. Motta, vorrei portare anch’io un piccolo contributo e descrivere uno degli aspetti più genuini del mondo del calcio: le frasi celebri.
Dopo tanti anni passati tra campi, panchine e tribune, ho qui raccolto un piccolo campionario di frasi che tutti fra giocatori, tifosi e addetti ai lavori in genere, diciamo o sentiamo dire durante le partite di calcio, e, in onore della Licia in Morbioli, che è sempre presente alle nostre partite e che mille volte avrà sentito tali frasi senza capirne il significato, cercherò di tradurle in un italiano che non ne stravolga il significato originale.
Comincerei quindi con il detto più abusato; una partita non si può considerare tale se, a seguito di un intervento particolarmente duro e falloso, non viene urlato:
– “du, a che el balon l’è quel tondo!!”, che tradotto in italiano sarebbe “la pregherei di voler tentare l’anticipo soltanto quando ha una ragionevole probabilità di colpire il pallone anzichè l’avversario”.
Sempre in tema di giocatori rudi sentiamo spesso:
– “el quatro el ga du tombini al posto dei piè”, vale a dire “quel mediano non ha tra le sue doti migliori la tecnica individuale”.
E per descrivere pregi e difetti dei giocatori, viene urlato:
– “quel nove lì nol va gnanca se te l’urte”, cioè “abbiamo un centravanti la cui caratteristica più evidente non è certo la velocità”.
O al contrario:
– “quel’ondese lì el va come na scoresa!”, “l’esterno sinistro ha una mobilità molto rapida e veloce”.
Anche i portieri hanno spesso il loro momento di gloria:
– “ancò el portier l’ha ciapà anca so mare”, “oggi ci siamo imbattuti in un estremo difensore in giornata di grazia”.
Naturalmente le frasi più ricorrenti sono le ingiurie contro la terna arbitrale; tra le migliaia che abitualmente sentiamo ne citerò due che le riassumono un po’ tutte:
– “arbitro, magnela sempre l’erba to mare…?”, che si può tradurre con “signor arbitro, oggi le sue decisioni non mi sembrano del tutto imparziali”;
– “segnalinee chetà cagà….. sbandiera to sorela!!”, “giudice di linea, cribbio, le faccio rilevare che il fuorigioco da lei testè segnalato è sembrato ai più inesistente!”.
Pur agendo da dietro le quinte, anche l’allenatore non è esente da critiche:
– “ià tirà fora na sapa, e ià meso dentro en bail!”, cioè “ho l’impressione che il cambio appena effettuato dal mister non sortirà cambiamenti rilevanti”.
Credo che nessun argomento più del calcio sia un’opinione. E spesso, tra tifosi, le chilometriche discussioni, che ovviamente non portano mai a nulla, si chiudono così:
– “ti el balon te lo credi na vesiga de porco…”, vale a dire “le sue argomentazioni sul giuoco del calcio denotano una certa incompetenza”.
Tra gli aspetti che, soprattutto nelle categorie inferiori, possono variare molto tra partita e partita, ci sono i campi di gioco. Noi abbiamo la fortuna di giocare in un campo quasi perfetto, ma non sempre è così:
– “no l’è mia un campo sto qua, l’è na quara!!”, che sarebbe “questo più che un terreno di gioco, sembra un campo agricolo”.
Vista la vastità dell’argomento potrei dilungarmi oltre, ma devo anche lavorare, quindi chiudo qui e saluto a tutti gli amici del blog.

 

Qualità Dolci 

 

TEORIA DEL RISULTATO

Cari lettori come promesso ecco qui alcune righe per allietare le vostre giornate d’ufficio, righe che qualcuno potrà definire insignificanti, ma che per noi amanti del blog costituiscono il pomo della discordia, la discussione, l’inizio di discorsi senza fine che si protrarranno al bar, negli spogliatoi e diventeranno in qualche caso motivo di svariate risate e prese in giro.
Come spesso accade durante gli incontri di calcio in generale e del nostro campionato amatoriale in particolare le partite hanno una loro storia, non dovuta all’andamento dei valori corrisposti dalle squadre che scendono in campo, ma determinate da una svariata serie di motivi:

1. FATTORE TRASFERTA – spesso è una scusa che le due pretendenti tirano in ballo per nascondere svariati difetti che si sono manifestati durante l’incontro
2. FATTORE GRANDEZZA CAMPO – è vero che le misure del campo possono in qualche modo influire sull’andamento dell’incontro, ma in giro dicono pure la classe non è acqua e se te si bon alla fine te vien fora
3. FATTORE MANTO ERBOSO – l’assenza di un manto erboso in grado di far avere al pallone i cosiddetti rimbalzi regolari tipica scusa accampata da coloro che hanno in squadra dei fabbri al posto dei difensori, dei pitbull al posto dei centrocampisti e dei lungaccioni con ferri da stiro come attaccanti ( ogni tanto diamoci un’occhio ai piedi )
4. FATTORE BIRRA – non si tratta di un fattore alla nostra squadra molto caro, ma bensì dello sforzo di portare una squadra di brocchi ad una resistenza sopra la media per poter far punti in classifica
5. FATTORE CLIMA – le cause di una sconfitta spesso vengono attribuite al maltempo, il quale ha reso impossibile il regolare svolgimento dell’incontro( di solito è tirato in ballo dalla squadra che ha perso)
6. FATTORE ALLENATORE – chi meglio di coloro che in un gelido pomeriggio d’inverno si accomodano in panchina, non attribuiscono al mister la colpa di una sconfitta immeritata o meno che sia
7. FATTORE ARBITRO – a volte gli arbitraggi condizionano il regolare andamento dell’incontro (vedi Juventus dagli anni del dopoguerra e forse prima ), ma non sempre la colpa è loro, forse anche i nostri atteggiamenti favoriscono il metodo di giudizio del direttore di gara, ed essendo amatori la qualità che ci spetta e forse quella della nostra categoria anche per loro
8. FATTORE C – per ultimo, ma non per questo meno importante è l’apporto del famoso fattore C, che fa del calcio un mondo ricco di colpi di scena, fa di risultati dati per scontati delle vere e proprie caporetto, ma ci siamo mai voltati indietro a vedere quello che tale fattore ci aveva dato in certe occasioni? Il fatto è che nel mondo del pallone il culo lo si vorrebbe sempre dalla propria parte e invece prenderlo nel culo non piace a nessuno o quasi.

Concludo invitandovi ad alimentare nuove critiche e discussioni sul blog.

A PRESTO CON LA PROSSIMA TEORIA DEL CALCIO. 

IL PROF. E.M.

TEORIA DEL PIEDE SINISTRO –

Da che mondo e mondo Dio creò l’uomo , poi la sua compagna e quindi pensò che essi dovevano fare movimento. Tra tutti i movimenti proposti egli vide che correre dietro a una palla era cosa buona e quindi CALCIO FU’. Dopo tale scoperta si preoccupò di distribuire diverse caratteristiche affinché potessero emergere le diverse differenze tra uomo e uomo ( nell’ultimo decennio anche la donna a intrapreso tale strada, ma con scarsi risultati come si ci aspettava ) e tra queste una fondamentale fù il dono della tendenza a calciare la palla con il piede destro o sinistro. Chi vi scrive è destro, neanche proprio da buttare ma già tale fondamentale caratteristica comporta determinati ostacoli. Chi vide la grazia fù proprio il possessore del piede sinistro, ma come spesso accade chi è baciato dalla fortuna non se accorge nemmeno. Tale piede ha in se qualcosa in più sia dal punto di vista estetico ( i movimenti sembrano quasi aggraziati) che pratico( tocco di palla sopraffino, dribbling che si rivela spesso imprevedibile per i difensori etc). Da qui voglio partire per elencarvi alcune tipologie di piede sinistro che andranno a concorrere, per determinare una eventuale classifica dei sinistroidi:

1. SINISTRO DI CLASSE – pochi ne sono in possesso, ma tali si rivelano avendo un’estetica che solo a vederli fa innamorare calcisticamente di loro
2. SINISTRO DI POTENZA – tale caratteristica è da ricercare agli albori del calcio e non permetteva di mettere in collegamento la parte alta del corpo con il piede (tuttora persiste)
3. SINISTRO DI POTENZA E PRECISIONE – trattasi di un’evoluzione del vecchio sinistro di potenza al quale è stata aggiunta la caratteristica della precisone , la quale ha determinato maggior apprezzamento per colui che risiedeva in squadra
4. SINISTRO X CASO – spesso è una caratteristica delle persone destre di mano, che dopo numerose sedute di allenamento si accorgono di avere la tendenza a calciare con il piede sinistro, non sempre è cosi ma spesso le cose combaciano
5. SINISTRO NATURALE – trattasi di una caratteristica che potrebbe integrarsi con parecchie di quelle citate prima, ma spesso entra in conflitto e sfocia nel sinistro che segue
6. SINISTRO X CAMMINARE – ne sono spesso dotati la stragrande maggioranza di giocatori che vivacchiano nella nostra categoria, ma non si ritengano esclusi quelli di categoria superiore, ne potrei citare all’infinito

Cari lettori potrei citare numerosi esempi, ma la mia fantasia e il mio buon senso fanno si che siate voi ad abbinarli alle persone che lo meritano.

A PRESTO CON LA PROSSIMA TEORIA DEL CALCIO.

 

IL PROF. E.M.